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Raboso

Data: aprile 15, 2012

Questo autoctono dell’area pianeggiante della provincia di Treviso deve il proprio nome alla forte astringenza e acidità che caratterizzano le uve; nel dialetto trevigiano la voce “rabiosa” sta ad indicare infatti frutti acidi. Il Raboso sarebbe stato introdotto con il nome Friularo circa nel XVII-XVIII secolo nella zona di Begnoli, nulla sappiamo invece sull’epoca in cui la coltivazione di quest’uva iniziò, Carpenè (1873) e Di Rovasenda (1877) confermano l’esistenza del Raboso già da tempi antichi nella zona del Friuli, che dall’Istria si allungava sino al Piave. Sono presenti alcuni sottotipi, tra cui il Friularo ed il Peccol rosso. La coltivazione in terreni profondi di tipo alluvionale risulta particolarmente apprezzata da questa bacca. Predilige sistemi espansi di allevamento. Presenta buona produzione e costante.

Caratteristiche chimiche dell’uva.
Zuccheri: 16.0-20 °Babo
pH:           2.9-3.3 g/l
Acidita:    8.0-12.0 mg/kg

Dalle uve di questo vitigno si ottengono vini di colore carico con riflessi violacei che con l’invecchiamento tendono al granato. Profumi vinosi con sentori di violetta e marasca; al gusto denotano buona acidità, tannini evidenti e di buon corpo. Buona la predisposizione all’invecchiamento.

 

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