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Pinot bianco

Data: aprile 15, 2012

Confuso per molto tempo con lo Chardonnay (Molon, 1906) assieme al quale era propagato e distribuito con l’aggettivo di verde. Deriva da una mutazione del Pinot Grigio o Pinot Nero, è possibile distinguerlo solo dopo l’invaiatura. In Germania, in Francia e nelle regioni italiane più a nord si è diffuso ampiamente per la sua maturazione precoce. Vitigno di buona vigoria, preferisce i terreni collinari leggeri, permeabili. Mal sopporta contenuti elevati di calcare.

Caratteristiche chimiche dell’uva.
Zuccheri: 17.0-21 °Babo
pH:           3.1-3.4 g/l
Acidita:    4.5-6.5 mg/kg

Utilizzato solo per la vinificazione, viene impiegato per la produzione di vini fermi e spumanti. Per quest’ultimi sono idonei soprattutto i climi freschi che mantengono l’acidità ad ottimi livelli. In climi più caldi subisce crolli dell’acidità durante la maturazione. Si ottiene un vino giallo paglierino poco carico, profumato, con sentori di frutti tropicali e bianchi, ananas e banana, solitamente con pregevoli evoluzioni in sentori di erbe di montagna. In bocca ha una buona struttura, con gradevola persistenza amara.

 

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